Dal suo epicentro a Wuhan, in Cina, lo scoppio dell’attuale coronavirus sta alimentando la paura e ha bloccato viaggi ed affari in tutto il globo. Più di 3200 persone sono morte solamente in Cina, e più di 561000 sono infettate in circa 170 paesi, superando così l’epidemia di SARS del 2003.

I cittadini di Wuhan, una delle maggiori città del centro della Cina, paragonabile a Chicago, sono sotto lockdown per ordine del governo e le attività pubbliche sono ferme, inclusa l’annuale celebrazione del Capodanno Cinese (che sarebbe dovuto iniziare il 25 gennaio). I cristiani cinesi, a Wuhan e in Cina, si sono dovuti confrontare con difficili decisioni da assumere, se essere tra i Cinesi che ritornano a casa per visitare la famiglia (come è usanza nella stagione delle feste lunari), fuggire dal continente o persino se riunirsi per i normali culti domenicali.

Ma i seguaci di Gesù hanno diritto di sfuggire a un’epidemia, quando le persone stanno soffrendo e morendo?

Nel XVI secolo, i cristiani tedeschi chiesero a Martin Lutero una risposta a questa importante domanda.

Nel 1527, meno di 200 anni dopo che la Morte nera aveva falcidiato metà della popolazione europea, la peste era riapparsa a Wittenberg, la città dove Lutero risiedeva, e nelle città vicine. Nella sua lettera Se è lecito fuggire da una pestilenza mortale, il famoso riformatore valuta quali debbano essere le responsabilità dei cittadini ordinari durante il contagio. I suoi consigli servono come guida pratica ai cristiani che devono affrontare la diffusione di malattie infettive oggi.

In primo luogo, Lutero sostiene che chiunque abbia una condizione ...

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